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Le proposte del PD per la Salute La scheda di sintesi A) PIU’ EQUITA’ E MENO CAROVITA:
1. RIDURRE LE LISTE D’ATTES 2. FONDO PER L’ODONTOIATRIA B) QUALITA’ E SICUREZZA: 3. FUORI LA POLITICA DALLA SANITA’, LARGO AL MERITO 4.OSPEDALI SICURI: MODERNI E VALUTATI La Sanità italiana è al secondo posto nella graduatoria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: ciò è il frutto dell'impianto universalistico del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che garantisce ai cittadini standard generalizzati di assistenza e presenta centri di eccellenza di livello internazionale. Il SSN è dunque un patrimonio che va valorizzato e rafforzato, correggendo gli squilibri territoriali che limitano il diritto alla salute in alcune Regioni del Paese, specie nel Sud. Nonostante questo, ogni anno gli italiani spendono di tasca propria 25 miliardi di euro per la sanità privata (soprattutto per l’odontoiatria), vale a dire un quarto della spesa sanitaria pubblica. Se i cittadini pagano la sanità attraverso le tasse non possono poi pagarla di nuovo perché l’organizzazione non è in grado di fare fronte alla domanda. A) Per questo proponiamo due misure di equità e lotta al carovita: 1. RIDURRE LE LISTE D’ATTESA •Piena attuazione della legge n. 120 del 2007 ha introdotto il concetto di "urgenza differibile", sulla cui base un cittadino ha il diritto di essere assistito dal SSN entro 72 ore dalla richiesta per tutte le patologie che, pur essendo urgenti, non necessitano di pronto soccorso o ricovero immediato. •Rendere equilibrate le liste di attesa nel pubblico e quelle dell’attività privata ospedaliera (intramoenia). I medici devono poter esercitare la libera professione all’interno dell’ospedale, in strutture adeguate, dopo l’orario di lavoro normale. Ma l’attività intramoenia e quella pubblica si devono equivalere: es. dieci visite nel privato, dieci nel pubblico. I cittadini devono essere liberi di scegliere il privato, perché si fidano di un dato medico o perché vogliono la stanza singola in ospedale, ma non vogliamo che siano costretti a farlo perché temono di non essere curati in tempo. 2. FONDO PER L’ODONTOIATRIA Le cure dentali non possono essere prerogativa solo di chi può permetterselo. Per questo proponiamo la creazione di un Fondo odontoiatrico promosso dal pubblico e contribuito volontariamente dai cittadini, che consenta di ottenere anche con la collaborazione dei dentisti un pacchetto adeguato di prestazioni ad un costo calmierato su tutto il territorio nazionale e alla portata di tutte le famiglie. Un esempio (frutto di un primo studio provvisorio) Contributo annuo base di 170 euro per iscritto, crescente in misura meno che proporzionale all’aumentare dei familiari a carico dell’iscritto (per esempio, 300 per la coppia, 380 per la coppia con un figlio, 430 per la coppia con due figli, 460 per la coppia con più di due figli); Rimborso del 50% del costo delle cure dentarie tramite un tariffario predefinito cui aderiscano i dentisti convenzionandosi col fondo; massimale di rimborso pari a 500 euro annui a persona. Quanto si spende oggi per i denti (media delle tariffe applicate) INTERVENTO MIN. MAX. Ablazione tartaro 60 110 Estrazione semplice di dente o radice 60 130 Estrazione complessa dente del giudizio 100 250 Impianto osteointegrato completo di dente 1.300 2.150 Otturazione carie in materiale composito 90 130 Protesi mobile totale per arcata 900 1.600 Protesi struttura metallica (apparecchio) 950 2.000 Fonte: tariffario Associazione Nazionale Dentisti Italiani B) Il cittadino è libero di scegliere solo se ha la certezza che la sua vita e la sua salute sono in buone mani. Per questo punteremo su SICUREZZA E QUALITA’ attraverso tre misure: 1. FUORI LA POLITICA DALLA SANITA’, LARGO AL MERITO Cambierà il modo in cui verranno scelti i vertici di Asl e ospedali: regole chiare, curricula pubblici, bandi trasparenti, documentazioni pubblicate anche su Internet. La politica sceglie il ministro, il sottosegretario, l’assessore alla Sanità, ma non deve scegliere i primari. Attraverso le opportune intese con le Regioni, porteremo modifiche legislative e regolamentari per far sì che la nomina dei Direttori Generali delle ASL sia effettuata da parte di una Commissione regionale di tre tecnici-saggi, che procedono alla selezione dei candidati attraverso pubbliche audizioni. Chi sceglie, alla fine risponde delle proprie scelte davanti a tutti. 2. STRUTTURE ADEGUATE E MODERNE, PIU’ SICURE L’ammodernamento degli ospedali è una delle grandi opere che il PD affronterà: con un grande piano per l’ammodernamento nelle strutture e nelle strumentazioni tecnologiche, in collaborazione con le regioni, evitando disparità tra i diversi territori. Quasi il sessanta per cento degli ospedali italiani ha più di sessant’anni: la medicina nel 1940 era di un’altra epoca (niente TAC, risonanza magnetica, ecografia, elettrocardiogramma…) 3. VALUTAZIONE e VERIFICHE E’ necessario introdurre in Italia la cultura della valutazione, ma anche gli strumenti per valutare: •organismo/autorità indipendente, snello, con ampi poteri di intervento, UNO SOLO, che valuti periodicamente l’operato di manager e dirigenti sanitari, come avviene in molti altri paesi. Valuterà la qualità dei servizi offerti, la sicurezza, l’efficienza e gli sprechi - sia clinica che gestionale, sia del pubblico che del privato. •Attraverso un “Patto per la partecipazione”, i cittadini potranno valutare i servizi che ricevono. Le valutazioni, sulla qualità delle cure, sull’accoglienza e il comfort e sui tempi di attesa, devono diventare un indicatore obbligatorio per la valutazione di medici e manager. •Attraverso la valutazione si possono innescare meccanismi premianti per chi dimostra di lavorare meglio (premi ai migliori e non a tutti nello stesso modo). E così si può puntare anche ad individuare gli sprechi nella sanità (15 miliardi di euro l’anno)
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